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Le parole dei protagonisti

"Sin dalla mattina del 26 (aprile 1945) praticamente Milano era libera e il potere nelle mani del Comitato di liberazione nazionale.[...]
 Il nemico a Milano è stato sorpreso dall'insurrezione. Sorpreso e soprattutto demoralizzato dalla fuga dei grandi gerarchi, dalla fuga di Mussolini, dalla fuga dei ministri, dei capi dello stato maggiore fascista, di tutti i grandi dignitari della milizia e del partito, dalla fuga di tutti coloro che avevano giurato di morire in bellezza.
La viltà dei capi ha accelerato il processo di disgregazione delle brigate dei briganti neri, che non hanno potuto e saputo opporre una resistenza coordinata e organizzata.
A Milano le forze patriottiche hanno vinto con la loro decisione.[...]
Un grave pericolo incombeva sulla città, se le forze tedesche e fasciste, dopo il primo momento di sorpresa, si fossero riavute ed avessero opposto una resistenza organizzata; la lotta sarebbe stata molto dura, date le armi di cui disponeva l' avversario.
Ma tedeschi e fascisti, assaliti da ogni parte, abbandonati dai loro capi, rinunciarono ben presto ad ogni velleità di resistenza, si arresero senza condizioni, e quelli che riuscirono si diedero alla montagna.
Quando il giorno 28, alla sera, la prima colonna di seicento partigiani garibaldini dell 'Oltrepò pavese faceva il suo ingresso a Milano, ed ,il giorno 29 le divisioni di Moscatelli, dopo aver liberato tutta la Valsesia e tutto il Novarese, dopo aver sostenuto duri combattimenti per arrivare alla capitale lombarda, entravano trionfanti in città,
Milano era già da due giorni saldamente nelle mani dei patrioti. Milano è stata liberata dalle sole forze degli operai delle fabbriche, delle brigate SAP  composte di lavoratori e di giovani studenti."
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Pietro Secchia

Commissario politico delle Brigate Garibaldi

Biografia

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"Chi furono i gappisti? Potremmo dire che furono "commandos". Ma questo termine non è esatto. Essi furono qualcosa di più e di diverso di semplici "commandos". Furono gruppi di patrioti che non diedero mai "tregua" al nemico: lo colpirono sempre, in ogni circostanza, di giorno e di notte, nelle strade delle città e nel cuore dei suoi fortilizi… Sono coloro che dopo l'8 settembre ruppero con l'attendismo e scesero nelle strade a dare battaglia, iniziarono una lotta dura, spietata, senza tregua contro i nazisti che ci avevano portato la guerra in casa e contro i fascisti che avevano ceduto la patria all'invasore, per conservare qualche briciola di potere."

Giovanni Pesce

Comandante Partigiano - Medaglia d'oro al valor militare

Biografia

"Mussolini si comportò come un vigliacco, senza un gesto, senza una parola di fierezza. Presentendo l'insurrezione si era rivolto al cardinale arcivescovo di Milano chiedendo di potersi ritirare in Valtellina con tremila dei suoi. Ai partigiani che lo arrestarono offrì un impero, che non aveva. Ancora all'ultimo momento piativa di aver salva la vita per parlare alla radio e denunciare Hitler che, a suo parere, lo aveva tradito nove volte.“
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Sandro Pertini

Presidente della Repubblica Italiana e

Partigiano dirigente del CNL - Medaglia d'Oro al Valor Militare

Biografia

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"Secondo me sono state le donne a dare inizio alla Resistenza… la loro partecipazione fu dovuta a motivazioni personali; a differenza di molti uomini che scelsero di andare in montagna per sottrarsi all’arruolamento nell’esercito di Salò, nessun obbligo le costringeva ad una scelta di parte; fu anche l’occasione per affermare quei diritti che non avevamo mai avuto, mai come in quei mesi ci siamo sentite pari all’uomo…“

Onorina Brambilla

Partigiana, presidente dell'Associazione ex perseguitati politici italiani antifascisti di Milano e responsabile della Commissione femminile dell'ANPI

Biografia

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