top of page

Dicono che quello che stiamo vivendo oggi è come una guerra ed i numeri, seppur bugiardi, lo confermano. Ebbene il virus di oggi presenta molte similitudini con quello di ieri (che c'è ancora oggi e speriamo non domani), il suo essere subdolo, senza ancora una cura, se non l'informazione sulle buone pratiche, lo rende parente del fascismo delle origini e di quello contemporaneo.
Non vogliatecene per il paragone, è vero molti di noi non hanno vissuto quella guerra, ma ne vediamo un'altra all'orizzonte. Oggi più che mai l'impoverimento culturale va di pari passo con quello economico; chiusi in casa forzatamente subiamo in TV, sui social e su molti media moderni o classici, notizie spesso prive di fondamento, approfondimenti o più semplicemente esami di coscienza che rendono contemporaneo, come le canzoni di qualche decennio fa, il pensiero Pasoliniano sulla situazione morale del nostro paese:
'L'Italia sta marcendo in un benessere che è egoismo, stupidità, incultura, pettegolezzo, moralismo, coazione, conformismo: prestarsi in qualche modo a contribuire a questa marcescenza è, ora, il fascismo’
E il virus fa tornare il virus, l'Europa non si accorge dei suoi continui errori, la paura incorona i fascismi, spodestando le fragili democrazie pronte a cadere ad est. Intanto qui l'impoverimento, di cui parlato prima, spiana la strada a destini non troppo diversi. Ebbene, cari compagni e amici, non vediamo motivo migliore di questo per esserci in ogni modo questo 25 aprile: festeggiare la vittoria di una guerra e vincerne un’altra!
Una breve sguardo sull'oggi
bottom of page

